Foto di prodotto, quanto pesano sulle richieste
Su un prodotto fisico la decisione la prendono gli occhi. Le tre foto che spostano gli ordini, come si fanno in azienda e i requisiti tecnici da rispettare.
Su un prodotto fisico la decisione la prendono gli occhi. Le foto non sono la decorazione della scheda, sono la scheda, e la differenza tra una foto fornita dal produttore e tre foto fatte da voi si vede sul numero di richieste molto più che sul testo.
Cosa guarda chi sta decidendo
Tre cose, sempre le stesse, e quasi nessun catalogo italiano le mostra tutte.
Quanto è grande davvero. Una foto su fondo bianco non dà la scala, e la scheda tecnica con le misure in millimetri non aiuta nessuno a immaginare l’ingombro. Serve un riferimento: una mano, una stanza, un oggetto noto accanto.
Com’è fatto da vicino. La texture del tessuto, la finitura del metallo, come si chiude una cerniera. È la foto che risponde alla domanda “sembra economico?”, che nessuno fa ad alta voce e che blocca moltissimi acquisti.
Come sta nel contesto reale. Il prodotto in uso, indossato, montato. È quella che fa immaginare la cosa a casa propria, ed è il motivo per cui le foto di ambiente vendono più delle foto di studio anche quando sono meno belle.
La foto del produttore lavora contro di te
Se vendi prodotti di marca, quella stessa immagine sta su altri duecento siti. Non ti distingue da nessuno, e in una pagina di risultati dove compaiono tre concorrenti con la stessa identica foto, l’unica variabile che resta è il prezzo.
Aggiungere tre foto vostre a quella del produttore costa poco e cambia la conversazione. Non state più vendendo lo stesso oggetto degli altri, state mostrando che quell’oggetto lo avete in mano.
Vale anche per il posizionamento, perché immagini originali sono l’unico contenuto della scheda che nessun altro sito può avere identico.
| Foto | A quale domanda risponde | Come si fa |
|---|---|---|
| Prodotto su fondo neutro | Cos’è | Fondo chiaro, luce diffusa |
| Dettaglio ravvicinato | È fatto bene? | Vicino, su materiale e giunzioni |
| Con riferimento di scala | Quanto è grande? | Mano, stanza, oggetto noto |
| In uso o indossato | Come sta davvero? | Contesto reale, anche semplice |
| Varianti di colore | Qual è il colore vero? | Stessa luce per tutte |
| Cosa c’è nella confezione | Cosa ricevo? | Tutti i pezzi, dall’alto |
Si fanno in azienda, con quello che avete
Serve una finestra grande, un telefono recente e un pomeriggio. Non serve uno studio, e per moltissimi prodotti non serve nemmeno un fotografo.
Le regole sono quattro. Luce naturale laterale, mai il flash. Fondo semplice e sempre lo stesso, così il catalogo resta coerente. Telefono a distanza fissa, appoggiato o su un supporto, per avere inquadrature uguali. E scatti tutti nello stesso momento della giornata, perché la luce delle nove non è quella delle cinque e nel catalogo si vede.
Il fotografo serve quando il prodotto è difficile, tipicamente riflettente o trasparente, oppure quando il valore giustifica una resa che il telefono non dà. Per il resto, foto vostre coerenti battono foto professionali disomogenee fatte in tre sessioni diverse in due anni.
I requisiti tecnici, che non sono facoltativi
Per le campagne shopping di Google le immagini dovranno essere di almeno 500 per 500 pixel a partire dal 31 gennaio 2027. I prodotti con immagini più piccole verranno rifiutati e usciranno dalle campagne senza preavviso.
Vanno anche evitate le immagini con testo sovrapposto, filigrane e cornici promozionali: sono tra le cause più frequenti di rifiuto nel catalogo, e il quadro completo sta nell’articolo sugli errori del feed prodotto.
Sul sito invece il problema opposto: immagini enormi caricate a piena risoluzione che rallentano la pagina. Vanno ridimensionate alla misura reale di utilizzo e servite in formati moderni, come spiegato in dove si perde velocità su WordPress.
Il testo alternativo, che serve a tre cose
Descrive l’immagine a chi non la vede, ed è un obbligo per le aziende che rientrano nella normativa sull’accessibilità. Aiuta i motori a capire cosa c’è nella foto. E compare al posto dell’immagine quando questa non si carica.
Va scritto descrivendo cosa si vede, non ripetendo il nome del prodotto. “Divano a due posti in tessuto grigio in un soggiorno con parete chiara” funziona, “divano divani salotto offerta” non serve a nessuno dei tre scopi.
Su un catalogo grande è lavoro di redazione continuo, e conviene farlo mentre si caricano i prodotti invece di programmarlo come recupero, perché il recupero non arriva mai.
Quanto pesano davvero
Non ho un numero vostro da darvi e non voglio inventarlo. Quello che posso dire è dove si vede l’effetto: nel rapporto tra visite alla scheda e aggiunte al carrello, oppure tra visite alla pagina e richieste, a seconda che vendiate online o su preventivo.
È il numero da annotare prima di rifare le foto di venti prodotti e da riguardare dopo sei settimane, confrontando quelle venti schede con il resto del catalogo rimasto invariato. Così il confronto è interno e la stagione non inquina il risultato.
Venti schede sono un pomeriggio di scatti e due ore di caricamento. È uno dei pochi interventi su un sito che costa quasi solo tempo e agisce direttamente sulla decisione di acquisto, ed è il motivo per cui lo mettiamo sempre prima di interventi più costosi quando lavoriamo su cosa mettere in una scheda prodotto.
La coerenza, che vale più della qualità del singolo scatto
Un catalogo con cento foto discrete ma uguali tra loro sembra professionale. Un catalogo con venti foto bellissime e ottanta scadenti sembra improvvisato, e il giudizio si forma sulla media e non sul pezzo migliore.
Questo ha una conseguenza pratica sul modo di lavorare: conviene rifotografare per categorie intere invece che per prodotti singoli, anche se significa rimandare i prodotti più importanti.
E conviene scrivere da qualche parte le impostazioni usate, distanza, fondo, ora del giorno, così tra sei mesi chi aggiunge prodotti nuovi produce foto che stanno insieme alle altre invece di rompere l’insieme.
Quando conviene chiamare qualcuno
Quando i prodotti sono molti e servono coerenza e velocità: mille schede non si fotografano un pomeriggio alla volta. Quando il prodotto è tecnicamente difficile. E quando le immagini devono servire anche per la carta, dove i requisiti sono diversi.
In tutti gli altri casi, cominciare da soli è meglio che aspettare il budget per farlo bene. Un catalogo con foto discrete e coerenti oggi vale più di uno con foto perfette tra un anno, e il ragionamento su cosa fa rendere un sito sta nella guida su quanto costa un sito web.
Quando invece servono servizi fotografici veri, con coerenza su tutto il catalogo, è un lavoro di produzione che seguiamo nei progetti produzione di foto e video.
Il video breve, quando vale il doppio
Su certi prodotti una clip di dieci secondi fa il lavoro di cinque foto: come si apre, come si monta, quanto è pesante, come cade un tessuto. Sono informazioni che una foto non può dare.
Non serve un montaggio. Serve un telefono fermo, luce decente e una cosa sola mostrata bene. Il video che funziona sulle schede prodotto è quello girato in dieci minuti e caricato senza musica, non quello promozionale da trenta secondi. Chi non ha schede prodotto ma commesse su misura usa lo stesso materiale in un altro modo, descritto in le schede di lavoro di un artigiano senza catalogo.
Il limite è il peso: un video caricato direttamente sulla pagina rallenta tutto. Va servito da una piattaforma esterna o caricato in modo che parta solo quando qualcuno lo chiede.
Chiudo con la cosa più semplice e più trascurata: guardate le vostre schede dal telefono, nella luce in cui le guarderebbe un cliente, non sul monitor calibrato dell’ufficio. Metà dei problemi di foto si vedono in quel momento, e nessuno li vede prima.
Aggiornato al 19 ottobre 2026.
Fonti
- Google Merchant Center, Specifiche dei dati di prodotto
- Direttiva UE 2019/882, testo ufficiale su EUR-Lex
- web.dev, Web Vitals, soglie e metriche